Categoria: Articoli da Pesca

  • Vertical jigging al dentice e alla ricciola: tecnica, attrezzatura e artificiali

    Vertical jigging al dentice e alla ricciola: tecnica, attrezzatura e artificiali

    Il vertical jigging è la tecnica dalla barca che ha reso la pesca al dentice e alla ricciola accessibile a tutti: niente esche vive, niente lunghe attese in traina, solo un artificiale che lavora in verticale sotto lo scafo e un pescatore che gli dà vita. In questa guida spieghiamo come si pratica, quale attrezzatura serve e quali artificiali funzionano davvero sui fondali del Mediterraneo.

    Per una panoramica su tutte le tecniche con artificiali leggi la nostra guida completa alla pesca a spinning in mare.

    Cos’è il vertical jigging

    Il vertical jigging è una tecnica di pesca dalla barca in cui un artificiale zavorrato (jig metallico o imitazione siliconica) viene calato in verticale fino al fondo e poi recuperato con movimenti ritmici di canna e mulinello, simulando un pesce foraggio o un calamaro in fuga. Si pratica in deriva su secche, cigli e relitti tra 20 e 150 metri di profondità, con prede principali dentice, ricciola, cernia e pesce serra.

    Vertical jigging, slow pitch e light jigging: le differenze

    Il vertical jigging è una tecnica di pesca dalla barca in cui un artificiale zavorrato (jig metallico o imitazione siliconica) viene calato in verticale fino al fondo e poi recuperato con movimenti ritmici di canna e mulinello, simulando un pesce foraggio o un calamaro in fuga. Si pratica in deriva su secche, cigli e relitti tra 20 e 150 metri di profondità, con prede principali dentice, ricciola, cernia e pesce serra.

    Vertical jigging, slow pitch e light jigging: le differenze

    • Light jigging: pesi da 40-100 g su fondali bassi; perfetto per serra, lampughe e ricciole piccole.
    • Vertical jigging classico: jig lunghi da 100-250 g e recuperi veloci e potenti; ideale per la ricciola.
    • Slow pitch jigging: jig corti e larghi, canne paraboliche, azione lenta e “a caduta”; devastante sul dentice e sulle cernie.

    Come si pratica: la tecnica passo per passo

    1. Individua lo spot con l’ecoscandaglio: cigli, secche isolate e cadute di fondale con pesce foraggio marcato a mezz’acqua.
    2. Posiziona la barca sopravento allo spot e lasciala derivare; l’artificiale deve scendere quasi in verticale.
    3. Cala l’artificiale a bobina aperta fino a toccare il fondo, poi chiudi l’archetto e recupera un paio di giri.
    4. Imprimi l’azione: per il dentice, colpi di canna brevi e pause lunghe nei primi 5-10 metri dal fondo; per la ricciola, recupero veloce e continuo fino a mezz’acqua.
    5. Se non arrivano attacchi, ricala e cambia ritmo o colore. Il dentice spesso attacca in caduta: tieni sempre il filo in leggera tensione.
    6. Alla ferrata, mantieni la canna alta e usa la frizione: dentici e ricciole cercano subito il fondo.

    Profondità, pesi e artificiali

    Profondità Peso artificiale Artificiale consigliato Preda tipica
    20-40 m 60-130 g Real Fish JLC 130 · jig da 80 g Serra, ricciola piccola, dentice in primavera
    40-80 m 130-160 g XIPI EVO JLC 130 g · slow jig 150 g Dentice, cernia
    80-150 m 160-250 g XIPI EVO JLC 160 g · jig lungo 200 g Ricciola grossa, dentice invernale

    XIPI EVO JLC: l’imitazione di calamaro che il dentice non rifiuta

    Il calamaro è il boccone preferito del dentice e lo XIPI EVO JLC ne è la riproduzione più fedele sul mercato: 17 cm, disponibile da 130 e 160 g, corpo in silicone rinforzato con anima in filo d’acciaio, occhi luminescenti e foro passante per il montaggio rapido degli assist hook. Le finiture UV e Glow (Real White Glow, Blue Glow, Red Glow, Transparent UV) restano visibili anche a 100 metri, dove la luce non arriva. Si lavora con colpi lenti e lunghe pause: è nel momento in cui lo XIPI “plana” verso il fondo che il dentice attacca.

    Real Fish JLC 130 Combo Sardina: la sardina zavorrata per ricciole e dentici

    Il Real Fish JLC 130 Combo Sardina è un artificiale siliconico con testa piombata da 130 g e corpo in vinile intercambiabile (un ricambio incluso nella confezione). Il montaggio Texas a pancia aperta lo rende quasi anti-incaglio, perfetto sui cigli rocciosi dove vivono i dentici. Il nuoto imita un pesce ferito che scappa verso l’alto: micidiale in recupero continuo sulla ricciola e in stop and go sul dentice. Colori sardina e sgombro sono i più versatili.

    L’attrezzatura per il vertical jigging

    Canna

    Una canna da jigging da 1,80-2,00 m con potenza 100-200 g (PE 2-3) per il vertical classico; una parabolica dedicata da 1,90 m per lo slow pitch. La sensibilità del cimino è fondamentale per percepire l’attacco in caduta.

    Mulinello

    Serve un mulinello robusto, con frizione fluida e potente (almeno 10-12 kg) e ingranaggi che non cedano sotto sforzo. Lo Shimano Stradic XG in taglia 5000 è la scelta ideale: corpo Hagane in alluminio che non flette, ingranaggi Hagane forgiati a freddo, 11 kg di frizione e 6+1 cuscinetti schermati. Il rapporto 6.2:1 recupera oltre un metro a giro, utile per contrastare la ricciola.

    Filo e finale

    Trecciato multicolore PE 1.5-2.5 (0,18-0,26 mm) per leggere la profondità a colpo d’occhio e un finale in fluorocarbon da 0,50-0,70 mm lungo 3-5 metri, legato con nodo FG.

    Quando praticare il vertical jigging

    Il dentice si pesca tutto l’anno, ma i periodi migliori sono la primavera (aprile-giugno, sui fondali da 20-50 m) e l’autunno-inverno (ottobre-febbraio, più profondo). La ricciola dà il meglio da settembre a dicembre. In entrambi i casi le condizioni ideali sono mare calmo, corrente leggera e ore centrali della giornata, quando la luce penetra in profondità. Dalla barca ricordati di portare una ghiacciaia adeguata per il pescato: un dentice va raffreddato subito per preservarne la qualità.

    Domande frequenti sulla pesca a spinning in mare

    Tra 30 e 80 metri nella maggior parte dell’anno; d’inverno anche oltre i 100 metri sui cigli più profondi.

    Il jig metallico è più veloce e adatto alla ricciola; l’artificiale siliconico (sardina o calamaro) è più realistico e ottiene più attacchi dal dentice, soprattutto nelle giornate difficili.

    Naturale (sardina, calamaro trasparente) con luce forte; Glow e UV oltre i 60 metri o con cielo coperto.

    Conclusioni

    Il vertical jigging premia chi legge il fondale e dà vita all’artificiale con pazienza. Con uno XIPI EVO, un Real Fish JLC e un mulinello all’altezza, ogni uscita sui cigli può trasformarsi nella cattura di un dentice o di una ricciola da ricordare. Tutti i prodotti citati sono disponibili nel reparto Articoli da Pesca di Nauticawebshop.

  • Spinning alla spigola da riva: i migliori artificiali e come usarli

    Spinning alla spigola da riva: i migliori artificiali e come usarli

    La spigola è la preda più ambita dello spinning da riva: diffidente, potente e capace di attaccare a pochi metri dagli scogli. Scegliere gli artificiali per spigola giusti, e soprattutto saperli usare nelle condizioni corrette, è ciò che separa un’uscita in bianco da una cattura memorabile. Questa guida fa parte del nostro percorso sulla pesca a spinning in mare e si concentra su un solo obiettivo: la spigola da riva.

    Quando e dove pescare la spigola a spinning

    Il periodo migliore

    La stagione della spigola da riva va da ottobre ad aprile. In autunno i branzini si avvicinano alla costa seguendo cefali e latterini; in inverno le femmine più grandi stazionano alle foci e nei porti; in primavera si torna a pescare bene con mare mosso. In estate la spigola si insidia soprattutto di notte con artificiali di superficie.

    Gli spot che funzionano

    • Scogliere battute: la schiuma e la corrente disorientano il pesce foraggio. Si lancia parallelamente alla costa, dove l’onda si rompe.
    • Foci di fiumi e canali: l’acqua dolce porta cibo; le spigole aspettano ai bordi della corrente.
    • Spiagge con canaloni: la spigola risale i canaloni tra le secche con marea montante.
    • Porti e barriere frangiflutti: ottimi d’inverno e di notte, con recuperi lenti lungo le pareti.

    I 4 artificiali indispensabili per la spigola da riva

    • Minnow galleggiante da 8-12 cm: l’artificiale universale, lavora nel primo metro d’acqua con mare mosso e calmo.
    • Pencil di superficie da 15-21 cm: per le condizioni di calma, all’alba e di notte; attacco a vista.
    • Artificiale snodato (jointed): per le spigole diffidenti in acqua limpida, quando serve un nuoto naturale a bassa velocità.
    • Long jerk affondante da 12-14 cm: per lanci a grande distanza e recuperi in mezz’acqua con vento contrario.

    Minnow: lo Shimano Exsence Silent Assassin 80F

    Lo Shimano Exsence Silent Assassin 80F è un minnow galleggiante da 8 cm e 10 g pensato proprio per la spigola in acque basse. Nonostante la taglia compatta, il sistema Jet Boost lo fa lanciare lontanissimo, mentre Flash Boost e Scale Boost riflettono la luce anche quando l’artificiale è fermo: il dettaglio che convince la spigola a chiudere l’attacco nelle pause. In recupero lineare ha un rolling stretto, ma risponde benissimo anche ai jerk. Colori consigliati: sardina e anchovy in acqua limpida, redhead e candy con acqua torbida o di notte.

    Pencil: il Jack Fin Stilo 210 Bloody Mackerel

    Quando il mare è calmo e le spigole cacciano aguglie in superficie, il Jack Fin Stilo 210 Bloody Mackerel Custom è imbattibile. Ventuno centimetri per 30 g, galleggiante, con armatura passante in acciaio da 1,2 mm: il profilo aerodinamico garantisce lanci lunghissimi e l’azione walk-the-dog è facile da imprimere. Con pesce attivo si recupera veloce, con pesce apatico si rallenta fino a lasciarlo quasi fermo tra un colpo di canna e l’altro.

    Snodato: il Jack Fin Stylo 150 Jointed

    Il Jack Fin Stylo 150 Jointed è la risposta alle spigole che seguono senza attaccare. Tre sezioni articolate e una coda a paletta creano un movimento sinuoso “realistico come una vera aguglia” anche a velocità minima: 15 cm per soli 10 g, da lanciare con canne light e recuperare lentamente lungo le pareti dei porti o sulle foci. Tra i colori, Ghost White e Holo Pearl sono i primi da provare.

    Topwater compatto: il DUO Realis Pencil Midnight Black II

    Per la pesca notturna estiva il DUO Realis Pencil Midnight Black II è una scelta di riferimento: 11 cm, 20,5 g, colore nero profondo che disegna una silhouette netta contro il cielo. Il sistema di pesi mobili lo fa lanciare anche controvento e la sfera sul muso produce un “knocking” ad alta frequenza che richiama la spigola da lontano. L’azione walk-the-dog parte subito, anche per chi è alle prime armi.

    L’attrezzatura per lo spinning alla spigola da riva

    Una canna da 2,40-2,70 m con casting 10-35 g, trecciato 0,12-0,14 mm e finale in fluorocarbon 0,30-0,35 mm. Il mulinello ideale è una taglia 3000-4000 con rapporto di recupero alto per i pencil: lo Shimano Nasci per iniziare, lo Shimano Stradic XG per chi vuole un mulinello che duri anni di salsedine. Il confronto completo è nella guida ai mulinelli Shimano da spinning.

    Come recuperare l’artificiale: le azioni che fanno attaccare la spigola

    Recupero lineare con pause

    La base per i minnow: recupero costante a velocità media con una pausa di 1-2 secondi ogni 5-6 giri. Gran parte degli attacchi arriva proprio nella ripartenza.

    Jerk e twitch

    Colpi secchi di canna verso il basso alternati a recuperi di filo: l’artificiale scarta a destra e sinistra imitando un pesce ferito. Ideale con mare mosso e acqua torbida.

    Walk-the-dog

    Per pencil e artificiali di superficie: colpetti ritmici di cimino con la canna bassa, recuperando solo il filo in eccesso. L’artificiale zigzaga in superficie lasciando una scia a “V”.

    Stop and go lento

    Per gli snodati e per le spigole apatiche invernali: tre giri di mulinello, stop di due secondi, ripartenza. Più freddo fa, più lunghe devono essere le pause.

    Domande frequenti

    Naturale (sardina, aguglia, cefalo) con acqua limpida e di giorno; scuri o con testa rossa con acqua torbida e di notte.

    Da 8 a 12 cm per i minnow, da 11 a 21 cm per i pencil di superficie. Con spigole grandi che mangiano aguglie non avere paura di salire di misura.

    Alba, tramonto e prime ore di notte, sempre con marea in movimento. D’inverno anche in pieno giorno con mare in scaduta.

    Conclusioni

    Quattro artificiali, tre azioni di recupero e la scelta degli spot giusti: è tutto quello che serve per catturare le prime spigole a spinning da riva. Trovi minnow, pencil e snodati nel reparto Articoli da Pesca di Nauticawebshop, con spedizione rapida e consigli del nostro team.

  • Pesca a spinning in mare: la guida completa ad artificiali, mulinelli e tecniche

    Pesca a spinning in mare: la guida completa ad artificiali, mulinelli e tecniche

    La pesca a spinning in mare è la tecnica che negli ultimi anni ha conquistato più pescatori in Italia: bastano una canna, un mulinello e una scatola di artificiali per insidiare spigole, serra, lampughe, ricciole e dentici, da riva o dalla barca. In questa guida trovi tutto ciò che serve per iniziare o per fare il salto di qualità: come funziona la tecnica, quali artificiali scegliere in base alla preda, come impostare l’attrezzatura e quali sono le stagioni migliori. Nei paragrafi dedicati trovi anche i link agli approfondimenti su spigola da riva, vertical jigging, calamari e mulinelli Shimano.

    Cos’è la pesca a spinning in mare

    Lo spinning in mare è una tecnica di pesca attiva con esche artificiali: si lancia un’imitazione di pesce foraggio, calamaro o crostaceo e la si recupera con il mulinello imprimendo un’azione che simula una preda in fuga o ferita, così da scatenare l’attacco dei predatori. Si pratica da riva (scogliere, spiagge, foci, porti) e dalla barca, con attrezzature leggere e senza esche vive.

    A differenza della pesca con l’esca naturale, nello spinning il pescatore è sempre in movimento: cambia spot, cambia artificiale, varia velocità e ritmo di recupero finché non trova la “chiave” del giorno. È questa componente dinamica, unita alla violenza dell’attacco in canna, a renderlo così coinvolgente.

    Le prede dello spinning in Mediterraneo

    • Spigola (branzino): la regina dello spinning da riva, attiva soprattutto da ottobre ad aprile con mare mosso e acqua torbida.
    • Pesce serra: aggressivo e potente, si insidia in estate e autunno con artificiali di superficie e minnow lunghi.
    • Lampuga, palamita e tonnetto: i pelagici estivi, perfetti dalla barca con pencil e jig leggeri.
    • Ricciola e dentice: le prede da barca per eccellenza, insidiate con vertical jigging, slow pitch e artificiali siliconici zavorrati.
    • Leccia, occhiata, barracuda: prede “bonus” che regalano grandi soddisfazioni con attrezzature light.

    Come iniziare: 6 passaggi per il primo spinning in mare

    1. Scegli l’ambiente: da riva (scogliere e foci) è più economico e immediato; dalla barca apri il campo a ricciole, dentici e pelagici.
    2. Monta un’attrezzatura equilibrata: canna 2,40-2,70 m con casting weight 10-40 g, mulinello taglia 4000 e trecciato 0,14-0,18 mm con finale in fluorocarbon.
    3. Parti con tre artificiali “jolly”: un minnow galleggiante, un pencil di superficie e un artificiale lungo per i lanci a distanza.
    4. Pesca nelle ore giuste: alba, tramonto e cambi di marea sono i momenti di massima attività.
    5. Varia il recupero: lineare, a strappi (jerk), walk-the-dog, stop and go, fino a trovare l’azione che provoca l’attacco.
    6. Tieni un diario: spot, condizioni meteo-marine, artificiale e orario di ogni cattura. È il modo più veloce per migliorare.

    L’attrezzatura per lo spinning in mare

    La canna da spinning

    La canna è lo strumento che lancia e che “legge” l’artificiale. Per lo spinning da riva alla spigola e al serra l’ideale è una canna in carbonio da 2,40 a 3,00 metri con casting weight 10-40 g e azione medio-veloce (regular fast), che permette lanci lunghi e ferrate decise. Dalla barca si scende a 2,10-2,40 m per lavorare comodamente in spazi ridotti; per il vertical jigging servono invece canne corte e paraboliche dedicate.

    Il mulinello: la scelta che fa la differenza

    In mare il mulinello lavora sotto sforzo, a contatto con salsedine e sabbia. Le caratteristiche da valutare sono il rapporto di recupero (più alto per pencil e artificiali di superficie), la frizione (almeno 9-11 kg per le prede da barca), i cuscinetti schermati e la protezione dalla corrosione. La taglia più versatile è la 4000: la stessa che consigliamo nella nostra guida ai mulinelli Shimano Nasci, Stradic e Vanford.

    Tre soluzioni collaudate, per tre fasce di prezzo:

    • Shimano Nasci (da 97,60 €): il miglior rapporto qualità-prezzo per chi inizia, con corpo leggero, frizione anteriore fluida e 5+1 cuscinetti.
    • Shimano Stradic XG (da 184,95 €): corpo Hagane e ingranaggi forgiati a freddo, 11 kg di frizione e 6+1 cuscinetti schermati. Il tuttofare per riva e barca.
    • Shimano Vanford XG (da 223,26 €): appena 215 g con rotore MagnumLite e corpo CI4+. Per chi cerca leggerezza e sensibilità estreme.
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    Filo, finale e minuteria

    Il trecciato è lo standard: 0,12-0,16 mm da riva, 0,18-0,25 mm dalla barca. Il finale in fluorocarbon (0,30-0,50 mm) ammortizza le testate e resiste all’abrasione sugli scogli. Completano l’attrezzatura moschettoni con girella, un guadino o un boga grip e, dalla barca, una ghiacciaia adeguata per conservare il pescato.

    Gli artificiali per lo spinning in mare: quale scegliere e quando

    Gli artificiali spinning mare si dividono in famiglie, ognuna con un’azione e un campo d’uso preciso. Una cassetta ben assortita ne contiene almeno una per tipo.

    Minnow e long jerk

    Sono le imitazioni di pesciolino con paletta, galleggianti (floating) o affondanti (sinking), da 7 a 15 cm. Lavorano in recupero lineare o a strappi tra 0,5 e 2 metri di profondità e sono l’artificiale numero uno per la spigola. Un esempio di riferimento è lo Shimano Exsence Silent Assassin 80F: 8 cm per 10 g, con tecnologie Flash Boost e Jet Boost che garantiscono riflessi continui anche da fermo e lanci sorprendenti per la sua taglia. Perfetto in acque basse quando le spigole mangiano su piccoli pesci.

    Pencil e artificiali di superficie (topwater)

    Senza paletta, lavorano in superficie con l’azione “walk-the-dog” o con lunghi recuperi lineari. Sono gli artificiali più emozionanti perché l’attacco avviene a vista. Il Jack Fin Stilo 210 Bloody Mackerel (21 cm, 30 g, galleggiante) è un pencil aerodinamico che imita l’aguglia e permette lanci lunghissimi: micidiale su serra, spigole e lecce, sia con recuperi veloci sia lenti. La versione Jack Fin Stylo 150 Jointed è snodata in tre sezioni con coda a paletta: un movimento sinuoso e naturalissimo per le spigole più sospettose.

    Jig e artificiali siliconici zavorrati

    Dalla barca, la famiglia che cattura le prede più grandi. I jig metallici lavorano in verticale su fondali da 30 a 120 metri, mentre le imitazioni siliconiche zavorrate uniscono realismo e peso. Il Real Fish JLC 130 Combo Sardina è una sardina di 13 cm per 130 g con testa piombata, montata Texas anti-incaglio e corpo di ricambio incluso: funziona in vertical, spinning, traina e shore jigging. Lo XIPI EVO JLC è invece l’imitazione di calamaro di 17 cm da 130 o 160 g con finiture UV e Glow, sviluppata da JLC in cinque anni di test: l’arma finale per dentici, ricciole e cernie. Trovi la tecnica spiegata passo passo nella guida al vertical jigging al dentice e alla ricciola.

    Totanare per lo spinning ai cefalopodi

    Con lo stesso mulinello da spinning puoi pescare calamari e seppie da riva o dal gommone. La Yamashita Princess Calamari (10 cm, 8,5 g) è tra le totanare più famose al mondo per la traina e si usa anche a spinning con recuperi stop and go. Ne parliamo nella guida alla pesca al calamaro con totanara.

    ESCHE-ARTICOLI-DA-PESCA

    Le tecniche di spinning in mare, ambiente per ambiente

    Spinning da riva

    È il modo più accessibile per iniziare. Gli spot migliori sono le scogliere battute dal mare, le foci dei fiumi, le spiagge con canaloni e i moli dei porti. La regola d’oro: pesca dove c’è corrente, schiuma e pesce foraggio. Con mare mosso e acqua torbida si usano minnow e long jerk con vibrazione marcata; con mare calmo e acqua limpida si passa a pencil, artificiali piccoli e colori naturali. Approfondimento: spinning alla spigola da riva.

    Spinning dalla barca e dal gommone

    Dalla barca cambiano le distanze e le prede. Si cercano le mangianze in superficie (uccelli in picchiata, pesce che salta) per lampughe, palamite e tonnetti con pencil e jig da lancio; si pesca sulle secche e sui cigli per ricciole e dentici in vertical jigging; si insidiano spigole e serra lungo le barriere frangiflutti. Prima di uscire, controlla la nostra checklist di cosa portare in barca: guadino, boga grip, ghiacciaia e dotazioni di sicurezza fanno la differenza.

    Vertical jigging e slow pitch

    Non è spinning in senso stretto, ma usa la stessa filosofia (esca artificiale, azione impressa dal pescatore) in verticale sotto la barca. È la tecnica più efficace per il dentice e la ricciola su fondali profondi con jig metallici, artificiali siliconici zavorrati e imitazioni di calamaro come lo XIPI EVO.

    Quando pescare a spinning in mare: stagioni e condizioni

    Il calendario delle prede

    • Autunno (ottobre-dicembre): il periodo migliore in assoluto. Spigole in avvicinamento sotto costa, serra ancora attivi, dentici sui cigli a 30-60 metri, calamari in avvicinamento.
    • Inverno (gennaio-marzo): spigole grosse alle foci e nei porti con mare in scaduta; calamari e seppie da riva; vertical jigging su dentici e ricciole in giornate di calma.
    • Primavera (aprile-giugno): ripresa generale; leccia e serra sotto costa, lampughe in arrivo a giugno; spigole ancora attive fino a maggio.
    • Estate (luglio-settembre): pelagici dalla barca (lampughe, palamite, tonnetti), serra all’alba, spigole di notte con artificiali di superficie.

    Le condizioni meteo-marine ideali

    Marea in movimento, vento a favore che spinge il pesce foraggio sotto costa e mare in scaduta dopo una mareggiata sono le tre condizioni che ogni pescatore a spinning aspetta. L’acqua leggermente torbida abbassa la diffidenza dei predatori; con acqua cristallina è meglio scendere di misura e usare finali più sottili.

    Errori da evitare nello spinning in mare

    • Recuperare sempre alla stessa velocità: il pesce attacca il cambio di ritmo.
    • Usare finali troppo sottili sugli scogli o troppo grossi in acqua limpida.
    • Non risciacquare il mulinello con acqua dolce dopo ogni uscita: la salsedine è il primo nemico dei cuscinetti.
    • Cambiare spot dopo dieci lanci: gli spot vanno battuti con più artificiali e più azioni prima di abbandonarli.
    • Trascurare gli ami: anche il miglior artificiale perde pesce se le ancorette sono spuntate o arrugginite.

    Domande frequenti sulla pesca a spinning in mare

    L’autunno, da ottobre a dicembre: le temperature dell’acqua calano, il pesce foraggio si avvicina alla costa e spigole, serra e dentici sono al massimo dell’attività.

    Un mulinello taglia 4000 con frizione da almeno 9-11 kg, cuscinetti schermati e protezione dalla salsedine. Shimano Nasci, Stradic e Vanford coprono le tre fasce di prezzo.

    Un minnow galleggiante da 8-12 cm, un pencil di superficie da 12-21 cm e, dalla barca, un artificiale siliconico zavorrato da 130 g. Con tre artificiali copri superficie, mezz’acqua e fondo.

    Sì, ed è uno dei momenti migliori per le spigole d’estate: si usano artificiali scuri o con finiture glow che disegnano una silhouette netta contro il cielo.

    Da riva è più economico e immediato, ideale per spigole e serra. Dalla barca si accede a ricciole, dentici e pelagici e si possono praticare anche vertical jigging e traina.


    Conclusioni

    La pesca a spinning in mare è una tecnica completa: unisce tecnica, lettura dell’ambiente e attrezzatura di qualità. Parti da un’attrezzatura equilibrata, scegli pochi artificiali ma efficaci e sfrutta gli approfondimenti collegati per specializzarti nella preda che ti appassiona di più. Nel reparto Articoli da Pesca di Nauticawebshop trovi tutti i prodotti citati, selezionati e provati dal nostro team sulle proprie barche.

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